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gare 2011
Calendario gare NP 2011_al_22.11.2010.pd
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Il nuoto pinnato > Storia

Le origini del Nuoto Pinnato sono legate allo sviluppo, all'evolversi della lotta dell'uomo per padroneggiare nell'ambiente acquatico; lotta che ha trovato nelle tecniche natatorie di superficie e nelle tecniche di immersione due fondamentali linee di successo.
Il Nuoto Pinnato è figlio di questa continua ricerca che ha portato come meta il trasporre le attitudini di un animale storicamente terrestre, l'uomo, alle condizioni poste dall'ambiente acquatico.
In modo particolare il Nuoto Pinnato segue il filone evolutivo che cerca di impiegare nell'acqua, per la locomozione, quella parte del corpo umano che è più naturalmente deputata a questo scopo, e cioè gli arti inferiori.


Le pinne

Il primo passo che porta al Nuoto Pinnato è il progressivo affinarsi del nuoto con le pinne. Nuotare con tali strumenti è un tipo di attività recente anche se fin dai tempi di Leonardo da Vinci possiamo osservare in alcuni disegni dei strani calzari che potremmo definire come i precursori delle attuali pinne.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, alcuni reparti specializzati della Marina Militare furono attrezzati con le pinne e alla fine del conflitto mondiale si svilupparono gli impieghi subacquei delle pinne stesse. Bisogna per attendere la metà degli anni '50 perché il Nuoto con le pinne trovi uno sbocco agonistico preciso come un adattamento dello stile a 'crawl' del nuoto. Questa fase durò fino a metà degli anni sessanta. Il Nuoto Pinnato era solo in embrione, praticato solo in piscina e in acque libere con le gare di fondo.
La nascita internazionale del Pinnato è sancita nel 1969, quando agli "Europei" di Locarno in Svizzera, i titoli vengono assegnati nelle distanze dei 100, 200, 400, 800 e 1850 m. (Miglio Marino), per uomini e donne. Si disputano le staffette classiche 4x100 e 4x200 m.
Undici titoli vengono vinti da atleti dell'URSS. Il mito sovietico del Nuoto Pinnato si ratifica.


La monopinna

Nel 1971 si fa strada un nuovo modo di nuotare: lo stile ondulato, simile al delfino. Questo stile farà da supporto a un nuovo attrezzo, una pinna unica, la monopinna che è oggi l'attrezzatura che caratterizza il Pinnato moderno.
Già nel 1972, con la monopinna, chiamata più confidenzialmente "mono" dagli addetti ai lavori, il primo uomo nuota i 100 metri sotto i 40 secondi (39"92) contro gli attuali 48"74 del nuoto classico. E con questo nasce il pinnato come oggi lo conosciamo.
Monopinna e bipinne convivono con alterne fortune fino al 1979 quando si conclude una rivoluzione dei primati del Mondo che taglia fuori in modo definitivo i nuotatori che usano le due pinne.
Come nel nuoto tradizionale esiste il modello americano che si è imposto per i suoi campioni e per la straordinaria qualità di ottimi atleti, così nel Pinnato esiste la scuola sovietica che si stacca al di sopra delle altre, anche se in questi ultimi anni stanno venendo alla ribalta la scuola cinese per le gare subacquee e la tradizionale scuola italiana del fondo e mezzofondo. Quest'ultima sta imponendosi nel mondo particolarmente per la continua ricerca scientifica che continua ad applicare al pinnato.